Formaggio, Non categorizzato

“Java e Përgatorevet” : la commemorazione dei morti arbëreshe

La commemorazione dei morti arbëreshe si svolge ogni anno il sabato che precede di quindici giorni l’inizio della Quaresima.  È una tradizione molto sentita e profondamente radicata nelle comunità arbëreshe. Questa ricorrenza, chiamata Java e Përgatorevet, ha un forte valore religioso e simbolico. Secondo la tradizione, in questi giorni Gesù concede ai defunti la possibilità di tornare tra i vivi, permettendo loro di visitare le case dei familiari e di ricongiungersi simbolicamente con essi.

Commemorazione dei morti arbëreshe

La mattina del sabato dedicato ai morti arbëreshe ha inizio una processione che parte dalla chiesa e si dirige verso il cimitero. Qui viene celebrata la Santa Messa secondo il rito biizantino. Al termine della celebrazione si svolge la benedizione delle tombe. Ogni famiglia prepara un piccolo banchetto sulla tomba dei propri cari, come segno di unione e di comunione tra il mondo dei vivi e quello dei defunti.

Un elemento centrale della commemorazione è il grano bollito, nel quale viene posta una candela accesa: la luce rappresenta la guida e il cammino del defunto, mentre il grano simboleggia la resurrezione.

 Nel momento in cui si condivide il grano bollito insieme al pane benedetto, prima di mangiare si pronuncia la frase “Ndje Zot”, che significa “Perdonaci, o Signore”.

In ogni casa si accende un lumino artigianale, con la funzione di illuminare la strada al defunto e accompagnarlo nel ritorno alla propria abitazione.

Attorno a questa tradizione ruotano anche numerose leggende.
Si racconta che anticamente gli anziani lasciassero la tavola apparecchiata con un piatto caldo, affinché il defunto potesse rifocillarsi durante la visita notturna. Una leggenda narra di una donna che, al mattino seguente, trovò il piatto completamente vuoto e pensò che a farle visita fosse stato il figlio, morto alcuni anni prima.

Il lumino artigianale

Il lumino artigianale è un elemento simbolico molto importante nella commemorazione dei morti arbëreshë. La sua preparazione avviene attraverso gesti semplici, tramandati di generazione in generazione. Si prende un bicchiere e vi si versa prima l’acqua e poi l’olio. Con un pezzo di alluminio si realizza un piccolo treppiede che serve a sostenere il cotone, il quale viene fatto sporgere leggermente verso l’alto. Una volta acceso, il lumino rappresenta la luce e la guida per l’anima del defunto, illuminando simbolicamente il cammino che lo riporta nella propria casa e mantenendo vivo il legame tra i vivi e i morti.

Il grano bollito

La preparazione del grano bollito segue un rituale preciso, fatto di attenzione e pazienza. Per prima cosa il grano viene accuratamente pulito, eliminando i chicchi vuoti o danneggiati. Successivamente viene messo in ammollo per tre giorni; durante questo periodo l’acqua deve essere cambiata ogni giorno. Trascorso il tempo di ammollo, il grano viene posto in una pentola con acqua e cotto mescolando lentamente con un cucchiaio di legno, fino al raggiungimento del bollore. Una volta cotto, il grano viene disposto negli appositi piatti e lasciato raffreddare. Sarà poi utilizzato durante la panajia, momento di condivisione e di preghiera in memoria dei defunti.

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