La Donna Arbëreshe
- 1 borsa in tela firmata Cettina Mazzei
- 1 penna brandizzata Made in Arbëria
- 2 spille ispirate al dipinto “La donna arbëreshe”
- 1 segnalibro ispirato al medesimo dipinto dell’artista arbëreshe
La donna e il serpente
Il serpente, raffigurato nella forma dell’infinito, richiama il ciclo continuo della vita, della trasformazione e della rinascita.
Ragazza con la Keza
La donna diventa presenza che custodisce e trasmette: memoria viva di una comunità, radicata nella propria lingua e nelle proprie tradizioni.Il serpente, disegnato nella forma dell’infinito e reinterpretato con un tratto che richiama le decorazioni dei tatuaggi moderni, diventa un segno che non si chiude mai su sé stesso. Evoca trasformazione, ciclicità e rinascita.
Una cultura che non muore
Il serpente racconta il legame profondo tra passato e presente, evocando la capacità di una cultura di rigenerarsi senza perdere le proprie radici. A intrecciarsi con il disegno è anche una citazione tratta da«Siamo una cultura che non muore», celebre canzone di Pino Cacozza, cantante e compositore arbëresh che attraverso la sua musica ha contribuito a custodire e valorizzare la lingua, la memoria e l'identità della comunità arbëreshe. Le sue parole diventano qui parte integrante del ricamo, trasformandosi in un filo narrativo che attraversa l'intera composizione e rafforza il messaggio di continuità culturale che la borsa porta con sé.





























