La donna e il serpente
Il serpente, raffigurato nella forma dell’infinito, richiama il ciclo continuo della vita, della trasformazione e della rinascita.
Ragazza con la Keza
La donna diventa presenza che custodisce e trasmette: memoria viva di una comunità, radicata nella propria lingua e nelle proprie tradizioni.Il serpente, disegnato nella forma dell’infinito e reinterpretato con un tratto che richiama le decorazioni dei tatuaggi moderni, diventa un segno che non si chiude mai su sé stesso. Evoca trasformazione, ciclicità e rinascita.
Una cultura che non muore
Il serpente racconta il legame profondo tra passato e presente, evocando la capacità di una cultura di rigenerarsi senza perdere le proprie radici. A intrecciarsi con il disegno è anche una citazione tratta da«Siamo una cultura che non muore», celebre canzone di Pino Cacozza, cantante e compositore arbëresh che attraverso la sua musica ha contribuito a custodire e valorizzare la lingua, la memoria e l'identità della comunità arbëreshe. Le sue parole diventano qui parte integrante del ricamo, trasformandosi in un filo narrativo che attraversa l'intera composizione e rafforza il messaggio di continuità culturale che la borsa porta con sé.
Enrica Sammarra – Artigianato, memoria e identità arbëreshe
Enrica Sammarra è un’artista arbëreshe originaria di San Demetrio Corone. Attraverso il ricamo a mano, trasforma la tradizione in linguaggio contemporaneo, dando forma a oggetti che custodiscono memoria, identità e appartenenza culturale.
In collaborazione con Made in Arbëria, Enrica porta avanti un progetto che unisce artigianato, storia e ricerca simbolica, promuovendo la cultura arbëreshe attraverso creazioni uniche e autentiche.
Tote Bag – Collezione
Ogni tote bag è interamente ricamata a mano e nasce da un dialogo profondo tra simboli antichi, tradizione religiosa e sensibilità contemporanea. Le opere si ispirano agli elementi artistici della Chiesa di Sant’Adriano, luogo simbolico della cultura arbëreshe.




























