Ragazza con la Keza
34,90 €
Tra simboli antichi prende forma questa tote bag, un piccolo racconto tessile dell’identità arbëreshe.
Il ricamo, interamente realizzato a mano dall’artista arbëreshe Enrica Sammarra, originaria di San Demetrio Corone, raffigura una figura femminile essenziale e delicata che incontra il serpente ispirato ai motivi decorativi della Chiesa di Sant’Adriano, edificio storico situato nel cuore di San Demetrio Corone e punto di riferimento della cultura arbëreshe.
La donna diventa presenza che custodisce e trasmette: memoria viva di una comunità, radicata nella propria lingua e nelle proprie tradizioni.
Il serpente, disegnato nella forma dell’infinito e reinterpretato con un tratto che richiama le decorazioni dei tatuaggi moderni, diventa un segno che non si chiude mai su sé stesso. Evoca trasformazione, ciclicità e rinascita.
La figura femminile indossa inoltre lakeza, il tradizionale copricapo della donna arbëreshe, anch’esso interamente ricamato a mano. Simbolo di identità, cura e radici tramandate nel tempo, lakeza rappresenta un segno distintivo della cultura femminile arbëreshe e del suo patrimonio simbolico.
Un ricamo che intreccia storia, femminilità e tradizione attraverso la delicatezza del filo, trasformando ogni dettaglio in un gesto di memoria viva.
Enrica Sammarra – Artigianato, memoria e identità arbëreshe
Enrica Sammarra è un’artista arbëreshe originaria di San Demetrio Corone. Attraverso il ricamo a mano, trasforma la tradizione in linguaggio contemporaneo, dando forma a oggetti che custodiscono memoria, identità e appartenenza culturale.
In collaborazione con Made in Arbëria, Enrica porta avanti un progetto che unisce artigianato, storia e ricerca simbolica, promuovendo la cultura arbëreshe attraverso creazioni uniche e autentiche.
Tote Bag – Collezione
Ogni tote bag è interamente ricamata a mano e nasce da un dialogo profondo tra simboli antichi, tradizione religiosa e sensibilità contemporanea. Le opere si ispirano agli elementi artistici della Chiesa di Sant’Adriano, luogo simbolico della cultura arbëreshe.
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La Donna Arbëreshe
- 1 borsa in tela firmata Cettina Mazzei
- 1 penna brandizzata Made in Arbëria
- 2 spille ispirate al dipinto “La donna arbëreshe”
- 1 segnalibro ispirato al medesimo dipinto dell’artista arbëreshe
La donna e il serpente
Il serpente, raffigurato nella forma dell’infinito, richiama il ciclo continuo della vita, della trasformazione e della rinascita.
Una cultura che non muore
Il serpente racconta il legame profondo tra passato e presente, evocando la capacità di una cultura di rigenerarsi senza perdere le proprie radici. A intrecciarsi con il disegno è anche una citazione tratta da«Siamo una cultura che non muore», celebre canzone di Pino Cacozza, cantante e compositore arbëresh che attraverso la sua musica ha contribuito a custodire e valorizzare la lingua, la memoria e l'identità della comunità arbëreshe. Le sue parole diventano qui parte integrante del ricamo, trasformandosi in un filo narrativo che attraversa l'intera composizione e rafforza il messaggio di continuità culturale che la borsa porta con sé.































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