Dromësat: il gusto della semplicità

Nelle comunità arbëreshe, il cibo è un legame che unisce passato e presente, fatto di gesti condivisi e memorie che si tramandano nel tempo.
Ogni piatto porta con sé una storia di radici profonde, di famiglia e di senso di appartenenza.
La dromësat è un piatto che nasce dal silenzio delle cucine di una volta, quando bastava poco per sentirsi a casa. È fatta di gesti lenti, di ingredienti essenziali e di mani
che conoscono la memoria.
Dromësat: la ricetta di Francesco Covello
Ingredienti
- Un pugno abbondante di farina a persona
- Un mazzo di origano
- Una ciotola con acqua e olio
Preparation
Mixing is also a crucial step in making dromësat.
Place the flour on a pastry board. Dip the top of the oregano bunch in a bowl of water and oil and let the drops fall onto the flour (cat paczofet mialit).
Then, run your hand through the flour, forming many small lumps. Then, sift everything together: what remains in the sieve is the dromësat, ready to be cooked.
Condimento
È importante che la dromësat cuocia direttamente nel sugo. Una volta pronta, si lascia riposare per qualche minuto nella pentola, così che possa “sposarsi” con il condimento e gonfiarsi leggermente. A questo punto è pronta per essere servita e gustata.
La dromësat va servita calda, appena pronta, quando il sugo l’ha avvolta completamente. È un piatto che chiede tempo e attenzione.
Gustarla oggi significa ritrovare quel ritmo lento e quel legame profondo con la tradizione arbëreshe, fatta di semplicità, memoria e condivisione.













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